RI-CORDA-RE
Tre milioni di rose
(24 marzo 2002 - The day after)
hai presente quella scena di Film rosso in cui il profilo della modella si staglia contro un immenso lenzuolo rosso per la pubblicità di un chewing-gum?
ecco, la giornata di ieri comincia così: è come se qualcuno mi avesse sovrapposto a quell’immagine, e il mio profilo avesse coperto quello di lei per un intero giorno, e il lenzuolo si fosse trasformato in bandiera. e dire che il rosso non mi sta bene addosso, mi sbatte: ma ieri è un giorno speciale, ieri è un rosso speciale, non quello del sangue, ma del colorito che prende la pelle quando ci si innamora lievemente o si è preso sole, quel po’ che non abbronza ma brucia appena le labbra
Tu sì, tu no
ma ci sei tu e ci sono io, ieri
l'articolo 18 non ci sto
sto invece con te a Piazza della Repubblica, stordita dalla folla silenziosa, un brusio ventoso più tenue e aggraziato della tramontana, e si parte verso un’onda altissima che s-travolge le orecchie e lo stomaco e le mani in alto - per non arrendersi
Libertà di privatizzare
Libertà di licenziare
Libertà di…
La casa delle libertà
un professore tiene appesa al collo la sua libertà precaria
Berlusca, se tocchi l’articolo 18 succede un ’48
ma non succede un ’48 se mi tocchi tu e mi abbracci la schiena, solo arriva quella malinconia interrogativa costante
Per un’Italia pulita, togli l’unto
il Mare Massimo è un Circo Rosso che non si divide in due, ma non ci sono clown, qui, e qualcuno urla che Lia è stata licenziata e riassunta l’altro ieri, grazie alle proteste
stesi sul prato a decifrare parole arrivate da tutta Italia, che si agitano di una tranquillità decisa sugli striscioni
un palloncino dell’Arcigay rotola sull’erba e lungo i fianchi. Un uomo - cristo di sofferta allegria - è allagato dalle carezze assolate non trattenute del compagno
Cofferati, siamo la tua scorta
la bambina di colore ha i codini e mugola di contrarietà, stretta al velo della madre
e so che io non ce l’ho, la scorta, e mi chiedo perché non ne ho chiesta una, quando ero braccata da un uomo che voleva ammazzarmi
Lavoro, diritti, solidarietà, il terrorismo non passerà
e non voglio che passi questo giorno questo sole questo vento questa serenità disinvolta - volta verso di te verso gli uomini e le donne che sperano in un volo dell’anima al di sopra dei contratti a tempo indeterminato e dei licenziamenti
Bomba o non bomba arriveremo a Roma malgrado voi
un gruppo di cinesi con bandiere rosse si fa largo tra di noi
Ma chi so’ questi?
E saranno figli del cinese, no?
Come si dice stronzo in cinese?, chiede la moglie del professore
Padre e figlio - uniti nella lotta
un signore sulla cinquantina vede una rosa caduta da un cielo di Chagall e me la porge con un gesto d’altri tempi: ‘Non è bellissima, però…’. la prendo e da quel momento diventa la mia bandiera, mentre la stoffa della bandiera del figlio si appoggia sulla testa come a benedirmi, e poi la bandiera mi spettina si appoggia sulla spalla. di sicuro una grazia superiore a quando ho lo spirito santo – non compianto - è sceso su di me
Ci pisciano addosso e ci dicono che piove
ti ricordi? ti ricordi gli anni della prigionia in casa, quando volevo scendere in piazza con i disoccupati ma non ci si riusciva - ognuno era paralizzato dal proprio orticello di psicodrammi e che colpa potevi dare, a un sonno annichilito e un sogno marcito in un angolo di carne sudata?
Se Berlusconi fosse papa, sarebbe pio tutto
pio pio, t’amo pio bove, ma allora sia il pulcino che il bue sono pii, o è solo letteratura? c’è qualcosa che non quadra, troppe cose non quadrano. voglio una certezza, una sola, che non sia firmata RAS da quel bel tipo di Sean Connery, e neanche dalla premiata ditta berlusca
Berlusconi, tocca un diritto e ti arriva un rovescio
e penso a quelli intervistati da Sciuscià che oggi non sono qui, ricattabili e flessibili, talmente tanto elastici che sono diventati acrobati in volo verso un altro posto che non è Roma
gli accenti di tutta Italia si confondono, è come un esperanto spontaneo che chiede giustizia, ma ci vuole coraggio per ascoltare un grido che racchiude in un alfabeto fantasioso così tante voci, e lui non ne ha
Berlusconi-Wanna Marchi, uniti nella lotta
vendimi pure, ma solo un pezzo e a prezzo modico, che poi quello che resta deve mantenere famiglia e mandare i figli all’università, anche a dio non piacendo
Nessun diritto si rivendica col sangue
e voi, uomini che mi sorridete, a ritorno, nella strada in cui si fa strada una dolce stanchezza, a Via dei Fori Imperiali, gustate il diritto di guardarmi e sorridermi, lasciando ad altri il non-diritto di fare i marpioni di bassa lega. un sorriso che dice se ci mettiamo a parlare non ci provo con te, voglio solo farti sentire quanto sono contento di essere qui oggi, dirlo anche a te, ragazza, ché il lavoro è duro quando c’è o c’è a metà e – secondo la legge di andreottiana memoria - logora chi non ce l’ha
e se mi palpa il culo una mano minacciosa di sangue e terrorismo? in tal caso dovranno ricoverarmi, perdio, forse è meglio che chiami già un’ambulanza, anche se non sono le mani di oggi a terrorizzarmi - sembrano quelle disegnate da Escher – piuttosto quella che fa le corna verso l’obiettivo della macchina fotografica e del marketing politico di successo
Se lo conosci lo previti
già un ricordo, mentre a Piazza Venezia gli scudi rassicurati e fiacchi dei poliziotti si aprono a ventaglio per farci passare
un ricordo di quelli che capitano poche volte nella vita
prima che il cinese parlasse ho guardato lui, Massimo, che guardava la folla, e si è commosso. mai lacrima fu più ferma e certa e antiretorica e solidale di questa, penso
non devo dimenticarlo mai
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è mezzanotte e come cenerentola lascio dietro di me una scarpa piena di terra. Il profilo si stacca dal rosso della bandiera. Il profilo non è più profilo e il volto si gira pieno verso di te. domani si dorme, e ora comincio a sognare, ché oggi un sogno non è stato, ma tepore soffuso sconfuso di verde
buon viaggio, compagni, ovunque voi siate adesso, ché adesso è un tornare più leggero
anche nel metallo feroce di termini
anche se domani non è un altro giorno
ma un'altra pena che resiste







