Quando ti trovi esattamente dove vorresti essere, nel punto in cui si condensano i petali e i ricordi e il sangue e le epoche, non c'è più un altrove da desiderare, l'altrove è qui. E ti volti, muovi la testa per vedere quello che hai intorno e convincerti che ci sei. E' un concentrato di tutto a cui non puoi sfuggire, perché questo è l'obiettivo in cui abiti, il traguardo e il punto di partenza. Non è uno stato di ascesi, né la pace dei sensi, né la perfezione buddista dove non esistono le passioni.
E' uno stato di responsabilità, un perdersi e ritrovarsi nel giro di secondi millimetrici, un'imposizione delle mani, le tue, che è come una benedizione, una rassicurazione, una salvezza di caffè e architetture che hai sempre sognato. E' l'atmosfera per eccellenza che ti chiede felicità, forza, sensualità, sorriso.
Quando ti trovi esattamente dove vorresti essere, sei finito, e un altro viaggio si decide, da qui fino a qui, senza più fughe e alternative. Qui e adesso sono le uniche coordinate. A partire da qui per arrivare a qui, c'è un nuovo viaggio dell'anima ormai purgata dai voli e dalle borse da disfare e rifare – ci sarà ancora il tempo -, dove gli abissi e le vette e il vuoto in mezzo - l'angoscia - hanno un carattere diverso da prima. Segui i movimenti delle braccia, delle gambe, e l'anima cammina e si ferma con loro.
Sei finalmente libera/o.







