giovedì, 31 maggio 2007

Eppure la stanza trepidava davvero, e il guizzante carosello di ombre sulla parete quando la lampada viene portata via, oppure l’ombra a forma di cammello che sul soffitto solleva le sue gobbe mostruose quando la njanja lotta con l’ingombrante e instabile paravento di vimini (…), sono questi i miei primissimi ricordi, quelli più vicini all’originale. Con il pensiero avido di conoscere rivado spesso a questo originale – a questo nulla alla rovescia; la nebulosa condizione del neonato mi appare ogni volta come una lenta convalescenza dopo una terribile malattia, come il progressivo allontanamento da quel primigenio nonessere a cui di nuovo mi avvicino quando tendo la memoria fino all’estremo limite per assaporare un po’ del buio iniziale e approfittare delle sue lezioni prima d’inoltrarmi nel buio che verrà; ma quando capovolgo la mia vita in modo che la nascita diventi morte, in fondo a quest’agonia alla rovescia non riesco a scorgere nulla di equivalente allo sconfinato terrore che, dicono, anche un centenario prova di fronte alla morte naturale, - nulla, tranne forse le ombre a cui ho accennato prima (…)

 

(V. Nabokov, Il dono)

postato da: Barhatnaya alle ore 23:22 | Permalink | commenti (2)
Commenti
#1   01 Giugno 2007 - 10:20
 
libro di rarissima colta intelligenza.. ma dove sei?
roberto
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#2   13 Giugno 2007 - 21:32
 
Dopo varicelle e maratone varie a Roma per dare una mano a mia madre, sono approdata in Russia, dove resterò fino a metà luglio. Poi di nuovo Parigi, e dai primi di agosto a settembre Italia e dintorni. Con qualche puntatina al di fuori del "triangolo". Già mi gira la testa ;-)
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categoria:06 rufrita/brividi sulla schiena